UFO, FICTION e PENTAGONO - INTERVISTA. DI PAOLA HARRIS A PAUL HYNEK
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Il 28 luglio 1952 formazioni di UFO sorvolano Washington D.C., comprese le zone di cielo interdette sulla Casa Bianca, il Pentagono e il Campidoglio. I centri radar, le basi militari, le installazioni di massima sicurezza sono in allarme. Ma gli UFO vanno e vengono indisturbati. L’opinione pubblica esige risposte. Le organizzazioni di ricerca civili (APRO e NICAP) propendono per una matrice extraterrestre. Il maggiore dei marines Donald Keyhoe e diversi scienziati pungolano il governo. Nasce così il Project Blue Book, attivo dal Marzo 1952 al dicembre 1969, con quartier generale alla base aerea di Wright-Patterson. Lo gestiscono ufficiali USAF, fra i quali il capitano Edward J. Ruppelt, il tenente colonnello Robert Friend e il maggiore Hector Quintanilla.
Le ondate di avvistamenti negli USA si susseguono dal ’52 al ’73: il Blue Book e gli apparati militari analizzano centinaia di casi e di testimonianze, raccolgono dati e compilano statistiche, con la promessa di rilasciare al pubblico informazioni effettive. L’astronomo Joseph Allen Hynek, consulente civile del Blue Book, ne cambia le direttive e impone le conclusioni delle commissioni precedenti: spiegare ogni UFO in modo razionale, trasformando un caso sconosciuto in IFO, cioè Oggetti Volanti Identificati. Il Blue Book, nel dicembre 1969 sentenzia: “... gli UFO non sono una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Gli UFO non esistono”. Successive analisi condotte dal fisico James McDonald e dal professor Hynek (che aveva preso le distanze, assumendo un atteggiamento molto più possibilista verso l’ipotesi extraterrestre) dimostrarono che molti casi erano stati chiusi senza alcuna indagine, archiviati con le seguenti spiegazioni: Stormi di anatre - Pianeti e stelle in movimento - Gas di palude – Meteoriti – Inversioni Termiche e Anomalie atmosferiche.
Secondo le stime di Hynek, dei 13.134 casi investigati ufficialmente dal Blue Book, 578 restavano sconosciuti, ovvero non identificati.
Per la prima volta Paul Hynek, rivela alla giornalista italoamericana Paola Leopizzi Harris, i retroscena del ruolo svolto da suo padre come consulente del Project Blue Book e del film “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”. Per la disclosure… un bel dì vedremo levarsi un fil di fumo…
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